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Riappropriarsi del tempo nell'epoca dei social


È innegabile che il mondo della tecnologia e dei social abbia inaugurato uno stile

comunicativo caratterizzato da immediatezza e superficialità, abbia cioè intaccato sempre più la capacità di pensiero critico, di contemplare sfumature, di coltivare dialogo e parole.


Tutto ciò presuppone, a mio avviso, un grande cambiamento nelle nostre modalità di percezione ed utilizzo del tempo.


Oggi si parla molto di dipendenza da internet e social, sappiamo infatti che notifiche e like attivano il sistema di ricompensa nei circuiti cerebrali, innescando il rilascio di dopamina.


A questo riguardo, anche se non soffriamo di questa dipendenza, consideriamo quanto tempo ci viene letteralmente consumato per rispondere a commenti, messaggi, per controllare visualizzazioni, ecc., che potremmo scegliere di utilizzare diversamente.


Inoltre, il fattore tempo incide anche sulle modalità delle interazioni virtuali, sugli scambi di risposte sotto alle foto o ai post, che non possono essere ben approfonditi e articolati, ma devono necessariamente rispondere a criteri di rapidità e brevità.


La comunicazione si fa così sempre più veloce, ma asettica, vuota e le facili incomprensioni conducono ad alzare sempre più i toni.


A livello relazionale il fenomeno del ghosting è un esempio perfetto di questa voracità ed impazienza. Il tempo per concludere un rapporto, per poter trovare le giuste parole e i contesti più adeguati, non c'è più e, in fondo, sembra non sia neanche così importante.


Appena dietro l'angolo c'è una nuova esperienza, fintamente affettiva, da interrompere facilmente e virtualmente appena non soddisfa più.


A tal proposito, Il sociologo Zygmunt Baumann parla di una “modernità liquida” per descrivere questo modello di società in cui si assiste al trionfo dell'istantaneità, in cui il tempo non è più il mezzo di costruzione del futuro, ma una successione di esperienze istantanee da consumare o di momenti vuoti da riempire.


Mettendo per un attimo da parte le situazioni socialmente più preoccupanti, rimane comunque da chiedersi quanto i social influenzano il nostro quotidiano, cioè l'organizzazione del nostro tempo.


Ad esempio, quante volte durante una cena in famiglia o con amici prendiamo in mano il telefono e ci assentiamo?


Quante volte mentre passeggiamo per strada ci perdiamo tra chat e notifiche

piuttosto che osservare ciò che ci circonda? Sono semplici esempi, ma che fanno riflettere sull'importanza di riappropriarci della nostra vita con consapevolezza.


Se da un lato è inevitabile scendere a compromessi con i nuovi canali di comunicazione, dall'altro possiamo però attivarci per migliorare il nostro livello di benessere psicologico e relazionale.


Un'ottima strategia per iniziare a gestire meglio il proprio tempo è quella di prestabilire il numero massimo di ore da trascorrere sui social, ad esempio utilizzando le apposite applicazioni sul telefono che consentono di controllarlo. Un altro aspetto rilevante è quello di chiedersi cosa si sta cercando di evitare, proprio un attimo prima di accedere al telefono.


Sono in fila alle poste e voglio evitare di percepire noia? Oppure imbarazzo, se sono con persone che non conosco?


Molto spesso la distrazione virtuale segue il semplice scopo di anestetizzarci da qualcosa di fastidioso.


La capacità di tollerare queste emozioni è al contrario molto importante, perché possiamo imparare a stare maggiormente nel momento presente, prezioso alleato della nostra serenità. In aggiunta a ciò che cerchiamo di evitare, dobbiamo poi domandarci di che cosa ci priviamo a causa della tecnologia.


Quante volte ci siamo ritrovati a scattare foto di momenti speciali in compagnia, di tramonti o di viaggi, perdendo di fatto la possibilità di godere della bellezza di quella particolare circostanza?


E che cosa accadrebbe se per una volta decidessimo semplicemente di restare ad osservare? Potremmo realmente scoprire di aver fatto un'esperienza interiore molto differente, magari una sensazione di gratitudine o di pienezza.


Un piccolo esercizio molto utile è il seguente: ogni tanto, durante le tue giornate, prova a concentrarti sull'unicità del momento che stai vivendo, anche se si tratta di semplici situazioni quotidiane: un caffè con un'amica, l'acquisto di un vestito che ti piace, la preparazione di un nuovo piatto per cena, ecc. Porta l'attenzione sul fatto che quello specifico momento non si ripeterà mai più ed osserva cosa accade dentro di te, il modo in cui la tua concentrazione e le tue emozioni cambiano.


Con un po' di volontà possiamo gradualmente renderci conto di aver sempre meno bisogno di dimensioni virtuali, diventando molto più appagati dalla nostra vita concreta in tutte le sue molteplici sfumature.


 
 
 

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