Cosa accade concretamente nel mondo interiore delle persone che soffrono di Pensieri Intrusivi?
Molto spesso si crede che i pensieri intrusivi costituiscano uno specifico sintomo collegato ad esempio a tratti ossessivo compulsivi o a problematiche di ruminazione mentale. In realtà i pensieri intrusivi non sono necessariamente espressione di un disturbo, infatti si tratta di pensieri che normalmente attraversano la mente di ognuno, la differenza sostanziale risiede nell'interpretazione fortemente negativa che alcune persone formulano, alla quale segue un impatto emotivo difficile da gestire.
Prendiamo ad esempio una tipologia di pensieri intrusivi inerente le relazioni affettive. In questo caso l'attenzione della persona è completamente incentrata verso tutte quelle situazioni che possono mettere in dubbio i propri sentimenti verso il/la partner.
Immaginiamo che durante una cena tra amici ci venga in mente questo pensiero, notando una coppia che ride e scherza in modo complice: “e se io non fossi felice come loro nel mio rapporto?”. Ed è proprio qui che si possono avere due reazioni differenti rispetto questo pensiero del tutto comune e normale. Il mio dialogo interno potrebbe continuare così: “forse è normale che la loro complicità così bella mi abbia fatto fare un confronto con la mia relazione...e poi non è possibile essere costantemente felici in un rapporto”. Il pensiero viene semplicemente normalizzato, riconosciuto in quanto tale, cioè non reso importante al punto da indurre dubbi, rimuginio o angoscia e conseguentemente resta sullo sfondo.
Diversamente potrei formulare pensieri di questo genere: “è terribile che mi faccia questa domanda! Evidentemente se non sono sicura di essere felice come loro qualche problema c'è senz'altro! E' facile adesso immaginare tutte le conseguenze negative che questo stile di pensiero provoca a livello emotivo ed anche identitario, perché tutto ciò mette in dubbio le idee ed i valori che abbiamo di noi stessi.
Inoltre i pensieri intrusivi sono caratterizzati da tre aspetti riguardanti la modalità in cui la persona li vive e che contribuiscono a determinare specifiche conseguenze in termini di angoscia e sofferenza:
estraneità (il soggetto comprende che non hanno nulla a che vedere con il suo sistema di valori e la sua persona);
incoercibilità (l'impossibilità di fermarli o controllarli);
iteratività/ripetitività (i contenuti dei pensieri intrusivi ricorrono in maniera più o meno continuativa generando forte stress).
Ma quindi che cosa accade concretamente nel mondo interiore di chi soffre di pensieri intrusivi?
Semplicemente si sta incorrendo in una sorta di circolo chiuso che, nell'ambito della psicoterapia cognitiva, viene definito errore metacognitivo. In pratica (indipendentemente dalla categoria di pensieri intrusivi, molti sono spesso a carattere violento, immorale o irrazionale) ciò che determina il disagio psicologico è proprio l'importanza che la persona attribuisce al contenuto del pensiero, poiché si suppone che anche pensare o immaginare un qualcosa equivalga, in termini di gravità, quasi alla sua messa in pratica. L'angoscia che ne consegue svolge in aggiunta un ruolo di conferma della gravità stessa.
Al contrario, il pensare è un processo naturale, per certi aspetti simile all'attività onirica, i cui contenuti si presentano spontaneamente senza l'intervento della nostra volontà.
Infine è importante sottolineare che chi soffre di pensieri intrusivi ha anche un forte attaccamento a ciò che viene definito Sè concettualizzato, cioè all'immagine complessiva di se stessi costruita nel corso di tutte le esperienze attraversate nel tempo (familiari, relazionali, lavorative, ecc.), la quale è vissuta in maniera piuttosto rigida. In questo senso, i pensieri intrusivi possono rappresentare anche un segnale di eccessivo autocontrollo e di mancanza di flessibilità, ascolto e gentilezza verso se stessi, che può costituire l'obiettivo centrale di un percorso di psicoterapia.
Concludendo, oltre la superficie dei pensieri intrusivi, ci sono semplicemente nuove parti che vogliono emergere, nuovi modi di vedere la vita, più flessibili e leggeri, nuove passioni ed interessi che a volte un'immagine troppo fissa di sé tende a soffocare.
Ecco un piccolo esercizio, prova a porti queste semplici domande: che cosa farei nella mia vita se non avessi più i pensieri intrusivi? Quali decisioni, idee o progetti proverei a mettere in pratica?
Non è necessario attendere che i pensieri intrusivi se ne vadano per spostare il focus su qualcosa di positivo, se però la difficoltà che si prova è molto intensa, ovviamente è opportuno chiedere aiuto ad un professionista.

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